BUON NATALE

È da tanto che non scrivo..ora ne sento la necessità..l’inverno è ormai arrivato, si respira l’aria di Natale, si vive la corsa frenetica della gente all’ultimo regalo e io mi fermo a guardare questo mondo che va,senza fermarsi mai, come se fosse un film,e sorrido..e penso che qualche tempo fa io ero li, a correre, mi rivedo mentre cerco il regalo più azzeccato, mentre faccio l’albero insieme a mia mamma,e penso con nostalgia a quei momenti che non torneranno più, tuttavia felice al pensiero di quegli attimi che passerò con Nora…i ruoli si sono invertiti. Non più figlia, ma mamma di figlia, in crescita e in evoluzione. Il mondo è davvero una ruota che gira..io ora faccio il mio albero di Natale con lei e per lei, mi scopro capace di creare calendari dell’avvento e decorazioni natalizie, e ora mia mamma guarda me, osserva con quanto amore e dedizione cresco Nora, è felice per me.
E questo Natale, il secondo di Nora, è il più speciale di sempre, perché ho ricevuto in dono l’amicizia di due mamme e delle loro splendide figlie che passano le giornate allietando quelle di Nora, che le cerca in continuo. E ricordo il nostro primo incontro, un Natale fa, inconsapevole del nostro futuro, quando le nostre figlie interagirono per la prima volta e noi mamme ci scambiammo poche parole,ma già allora avevamo tanto in comune. Poi per caso, in un pomeriggio autunnale, ci rivedemmo sotto casa mia e tra uno scambio di saluti e l’altro, ci ritrovammo un giorno, tutte e tre, a chiacchierare a casa, davanti ad una tisana fumante. Due mamme fantastiche, a loro dedico questo breve pensiero perché sono loro grata, per la dedizione che mostrano,la loro forza che mi è da esempio, la capacità di risolvere i problemi e affrontare le piccole/grandi difficoltà quotidiane, sapere di poter contare sempre su di loro…GRAZIE. E BUON NATALE.

RIFLESSIONI

È da un po’ che non scrivo,complici la bella stagione che ci permette di stare all’aria aperta e le vacanze estive.
La fantastica creatura è sempre molto impegnativa,sempre alla scoperta di qualcosa o qualcuno, osserva con stupore ed entusiasmo ogni particolare che la natura ci offre facendomi tornare bambina.
Più la osservo e più mi meraviglio di come apprenda tutto con estrema facilità, la sua mente è in continua espansione,un piccolo universo in divenire e me lo dimostra ogni giorno.
E un po’ la invidio, senza preoccupazioni, affronta la vita nel “qui ed ora”, capace di essere se stessa, senza catene e\o paletti. E’ davvero libera. Lei. E felice.
Allora mi rendo conto che sono io a dover imparare da lei, ad assaporare ogni singolo istante come se fosse l’ultimo, e in realtà lo è; unico ed irripetibile, diverso dall’istante appena passato e non uguale a quello successivo.
La guardo e capisco che è lei a dover educare me (dal latino educêre = “tirar fuori” o “ tirar fuori ciò che sta dentro”) e tutte le mie convinzioni vacillano.
Io sono la sua consigliera, il suo mentore, colei che protegge dai pericoli, che tiene la mano lungo il cammino ma che si fa condurre, poiché sta a lei vivere la sua vita; e sono sempre più convinta nell’autoregolazione del bambino, se lasciato libero di fare, sperimentare e sbagliare.
Ho deciso anche io di vivere il presente (forse con un bimbo diventa quasi una scelta obbligata), di liberarmi dai preconcetti e condizionamenti che mi hanno seguita fino ad ora, per poter comprendere appieno me stessa in relazione a lei. Semplicemente essere, nella sua totalità.
Termino questo mio pensiero con una citazione che mi ha fatto davvero pensare…sta a noi genitori aiutare i nostri figli a conservare tutte le proprie sfumature del viola.

“Di sicuro ricordi il momento meraviglioso in cui il bambino comincia a chiamare le cose per nome. Eppure, ogni volta che imparava una parola nuova, una parola che è anche un po’ loro, di tutti, persino la sua prima parola, una parola bella come luce, io provavo una stretta al cuore, perché pensavo: chissà cosa sta perdendo in questo momento. Chissà quanti tipi di chiarore ha visto e assaggiato e odorato prima di stiparli tutti in quella piccola scatola chiamata “luce”, con quella “c” nel mezzo, come un interruttore per spegnerla” (cit. “che tu sia per me il coltello” di D. Grossman”)

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Marito, papà, amico

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Il primo post l’ho dedicato a mia figlia,una forza della natura,stupenda. Questo post invece lo dedico alla persona che ha reso possibile la realizzazione del mio sogno più grande, diventare madre, che per ben 8 anni è cresciuto insieme a me, ha condiviso ogni singolo momento della sua vita con me e mi ha amata così tanto che mi ha fatto il regalo più bello: Nora.
Quando ci siamo conosciuti non pensavo a questo futuro, che ora vivo nel presente.
Pian piano,in punta di piedi, sei entrato nel mio cuore e non lo hai più lasciato.
Credo davvero di aver trovato la mia anima gemella, un uomo che mi ha sempre sostenuta, appoggiata nelle mie idee e fatto con me delle scelte anche “impopolari” come diventare vegano; un percorso intrapreso assieme che ci ha “illuminato” e ha cambiato la nostra vita.
In 8 anni ho imparato a conoscerti, prima come amico, poi come compagno, e ora anche come padre amorevole e presente. Vedere, quando torno a casa dal lavoro,la dedizione che hai nel seguire la crescita di Nora, le attenzioni che mostri verso noi due, non ha davvero prezzo.
Tu, che di carattere sei tranquillo e pacato, anche un po’ asociale e solitario, mi hai insegnato ciò che davvero importa, come prendere la vita e solo quando sono con te mi sento davvero completa.
Con la nascita di nostra figlia ora sento davvero di aver raggiunto la pace dei sensi, un equilibrio interiore…il nostro amore è sbocciato in lei e ora non mi resta che lasciarmi andare, ed essere guidata da te in questa nuova vita, tu che sei la mia colonna portante, il mio sostegno, il mio pilastro. Tu che mi dai conforto nei momenti “no” e che ti occupi di me quando sono ammalata come nessuno mai (con tante coccole e piatti prelibati..dovrei ammalarmi più spesso!)..grazie, grazie di esserci, sempre.
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Papà “canguro”

Pancake vegani a modo mio

Adoro i pancakes e li preparo spesso per il breakfast domenicale; per questo,dopo diversi tentativi,ho rielaborato una ricetta onnivora trovata su internet con ottimi risultati.
La ricetta originale prevede oltre che il burro e le uova anche un latticello che si può riprodurre in casa con latte e aceto oppure latte e yogurt.io ho optato per la prima soluzione.risultato? pancake soffici,ben lievitati,con un piacevole aroma di arancia amara,non di aceto,che non si percepisce per nulla.
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(chiedo scusa per la qualità delle foto,provvederò al più presto a cambiare macchina…)

Dose per una dozzina di pancake

375 ml di latte di mandorla
50 ml di aceto
250 gr di farina tipo 2
70gr di sciroppo d’agave (oppure 40 gr sciroppo d’agave e 30 gr zucchero di cocco)
2 cucchiaini di backing powder
1 cucchiaino di bicarbonato
Un pizzico di sale
Olio essenziale all’arancia amara (in alternativa O.E. Ai fiori d’arancia,più delicato e profumato, ma ne ero rimasta sprovvista)

Mescolo il latte leggermente tiepido con l’aceto e lascio riposare mentre procedo a miscelare gli altri ingredienti.
Setaccio in una ciotola la farina con il lievito e il bicarbonato e aggiungo lo sciroppo d’agave e il sale. Unisco il latticello lavorando per pochi istanti con una forchetta o frusta. Il risultato è una pastella non molto densa e lavorandola poco potrebbe essere a tratti grumosa,ma non importa,non inciderà sul risultato finale.
Scaldo una padella antiaderente che avrò unto con un filo d’olio a fiamma moderata e con un mestolo piccolo per salsa verso il composto. Quando si formano le bolle in superficie con una paletta giro il pancake e cuocio fino a doratura.
Io li divoro con sciroppo d’acero,che, davvero, è la morte loro.

Buon compleanno!

Ricordo quel giorno come fosse ieri,invece è passato già un anno…rivivo la rottura delle acque, mentre io è papà scherziamo sul letto,l’agitazione e l’euforia del momento, la telefonata alle ostetriche che subito accorrono. Come dimenticare le prime onde che accompagnarono il travaglio, via via sempre più intense e profonde, un miscuglio di emozioni forti e indescrivibili.
L’acqua calda della vasca da bagno che scorre veloce sul mio corpo per dare sollievo, il tepore della stanza, il marito che mi accompagna dolcemente, ma con fermezza, emozionato, verso il nostro primo incontro. Il pensiero che va a te, con una grande voglia di poterti finalmente abbracciare e baciare, dopo averti coccolata nel grembo per 9 mesi. Questo desiderio che partecipa attivo e mi aiuta a spingere, mi da la forza per farti nascere nuovamente…e finalmente sei li, tra le mie braccia.
Con la tua saggezza e conoscenza ti attacchi subito a quello che è tutt’ora il tuo nutrimento, non perdi una goccia, sai che è preziosa, e finalmente ci addormentiamo insieme, corpo a corpo, nel nostro letto, con il padre e compagno di vita accanto, con Hank che non capisce bene cosa stia succedendo, ma che l’istinto lo guida, ti annusa e ti lecca, e sa già che farai parte del “branco” per sempre.
E ora ti guardo, mentre dormi accanto a me, pensando che sono passati già 12 splendidi mesi dal nostro primo incontro. il tuo respiro è leggero, quasi impercettibile, ma sei lì, presente, e ogni tanto ti giri per una poppatina, e se per caso la tetta non è alla tua portata, anche in dormiveglia la cerchi, la chiami e poi la afferri. Ti osservo mentre cerchi di fare i primi passi,tenti di staccarti dalla base sicura di appoggio e provi a spiccare il volo….e le tue chiacchierate “lallate” poi…cresci così in fretta.
In ogni istante che passa, che ci abbandona, ti vedo diversa, più consapevole e saggia ed è così bello ammirare i tuoi piccoli progressi, le tue conquiste e la tua crescita interiore.
Ricordo ogni giorno passato con te e vissuto per te, indelebile nella mia mente. E quante cose mi hai insegnato…ogni momento trascorso accanto a te è una scoperta, la mia mente è piena di te.
Nora, mi hai insegnato tutto questo, e molto di più, e voglio dedicare a te, Amore, nel giorno del tuo primo compleanno, il post di apertura di questa nuova avventura.

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